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5 fioriture sul Monte Pisano che non ti puoi perdere, e dove trovarle

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Nota: si specifica che il seguente articolo non intende suggerire in alcun modo la raccolta delle specie qui di seguito descritte ma si propone come aiuto nel riconoscimento della flora spontanea del Monte Pisano così come spunto per suscitare meraviglia e curiosità verso la bellezza della natura. Il Monte Pisano infatti,  assieme alla sua flora e alla sua fauna, è riconosciuto come Zona di Protezione Speciale (ZSP) all’interno della più ampia rete Natura 2000, istituita ai sensi della direttiva europea “Habitat” 92/43/CEE.

Il ginestrone (Ulex europaeus L.)

Cos’è questo gradevole e intenso odore di vaniglia nell’aria? Proviene nientemeno che dal ginestrone, rappresentante della macchia del Monte Pisano.

Come lo riconosco?

Il ginestrone è un arbusto sempreverde, mai presente da solo ma in formazioni dense e impervie di più arbusti. Attenzione ai rami, perché possono fare male! Infatti da essi dipartono dei lunghi ed evidenti processi spinosi di almeno 2-3 cm lungo i quali, però, troviamo anche gli sgargianti fiori, che si raccolgono in fitte infiorescenze. Di un giallo acceso e molto fragranti, la loro forma è tipica delle Leguminose, o Fabacee. Il frutto del ginestrone, infatti, è un legume.

Quali habitat predilige?

Il ginestrone cresce in aree aperte e aride, in boschi diradati, con suolo sassoso e povero di sottobosco. Riesce a trarre nutrimento da terreni acidi e poveri.

Dove lo trovo sul Monte Pisano?

Sul Monte non è presente ovunque, ma se c’è, ha una densità elevata. Lo troviamo nel settore sud-est del Monte, tipicamente associato a boschi di pino marittimo in rinnovamento là dove si è verificato un incendio, dove assieme a erica scoparia, erica arborea e cisto femmina forma impenetrabili macchie. Visibile specialmente lungo i percorsi che portano al Monte Serra, passando da Calci, e alla Rocca della Verruca partendo da Montemagno.

L’anemone fior di stella (Anemone hortensis L.)

Questa graziosa pianta perenne, durante la primavera, costella i prati con i suoi fiori color violetto. Sopravvive all’inverno grazie a un tubero legnoso che riposa sottoterra e che contiene le riserve energetiche per risvegliarsi la primavera successiva. Non si tratta di una pianta solitaria, anzi: quando ne scoviamo una, possiamo star certi che intorno ce ne sono molte altre. Il nome del genere, Anemone, deriva dal greco ànemos, che significa vento; l’epiteto specifico hortensis potrebbe star a indicare la sua elevata diffusione anche in ambienti antropizzati, come per l’appunto gli orti delle case. E’ una specie a distribuzione mediterranea.

Come lo riconosco?

L’anemone stellata risulta riconoscibile principalmente per le strutture petaloidi chiamate in questo caso “tepali”. Questi, presenti mediamente in numero di 12-14, possono essere di varie gradazioni del violetto e coronano le strutture riproduttive maschile e femminile presenti, rispettivamente gli stami e i pistilli, che invece si presentano di color blu.

Quali habitat predilige?

E’ presente in aree aride e soleggiate. La rinveniamo frequentemente in prati e radure, ai bordi delle strade, nelle ulivete, nei boschi radi.

Dove la trovo sul Monte Pisano?

Un po’ dappertutto! Basta una semplice passeggiata nei pressi di uno degli habitat in cui cresce, vedrete che non sarà difficile avvistarla.

Lingua di cane (Serapias L.)

No, non è uno scherzo della natura…O forse sì? Questa orchidea, che pare farci la linguaccia, porta il nome di un dio greco-egiziano, Serapis, legato alla fertilità. Il nome comune, invece, è decisamente più “profano”. A primo avviso potrebbe sorprenderci apprendere che si tratta di un’orchidea. Eppure anche in questo gruppo ritroviamo caratteristiche tipiche della Orchidacee: in primis un bulbo sotterraneo per lo stoccaggio delle riserve e un fiore altamente specializzato nell’attrazione degli insetti impollinatori che possono sfruttare la cavità del fiore come rifugio.

Come la riconosco?

Tutte le esponenti del genere si distinguono per il labello (la parte più esposta ed evidente del fiore) di un color rosso-porpora, con diverse gradazioni intermedie. Alcune mostrano anche un fenotipo molto chiaro tendente al rosa chiaro e addirittura al bianco. Il labello è peloso e brillante. A volte è complesso distinguere le differenti specie, perché sono molto frequenti eventi di ibridazione. Tratti distintivi di solito osservati sono il numero dei fiori, la lunghezza e il colore dello stelo, e diversi altri piccoli dettagli, molto meno evidenti e che richiedono un occhio esperto.

Quali habitat predilige?

E’ legata a suoli leggermente acidi. Cresce in prati incolti, olivete, ma anche in boschi soleggiati.

Dove la trovo sul Monte Pisano?

La si può incontrare nei comuni di Calci, San Giuliano e Vicopisano.

Ofride fior di ragno (Ophrys sphegodes Mill.)

Il genere Ophrys spp. è forse uno dei più affascinanti e complessi di tutto il gruppo delle Orchidacee. Non solo per la difficoltà nel riconoscimento ma anche per la strategia riproduttiva da loro adottata. Infatti le Ophrys hanno evoluto un curioso quanto subdolo inganno per attirare gli insetti impollinatori: hanno acquisito una forma somigliante alla femmina di un’ape che si chiama Andrena. I maschi di Andrena, attratti e al contempo ingannati da questo fiore, vi si posano sopra e fanno partire una pseudocopula: pensano cioè di starsi accoppiando con un bell’esemplare femmina! Ma l’inganno non è solo di tipo visivo: come se non bastasse, l’orchidea emette delle sostanze odorose simili ai feromoni rilasciati dalle api femmine. Questo ha lo scopo di favorire l’impollinazione del fiore e di garantire, così, una discendenza.

Come lo riconosco?

L’ofride fior di ragno è caratterizzata da uno stelo che porta da 4 a 10 fiori. Questi, relativamente di grandi dimensioni, presentano un disegno particolare simile ad una H (che può variare) di color blu-argenteo, visibile sul fiore. Quest’ultimo si presenta peloso e di un bruno molto scuro, con sfumature porporine.

Quali habitat predilige?

E’ adattata a suoli calcarei, poveri in nutrienti, con illuminazione da totale a scarsa. Presente in prati, uliveti e boschi radi.

Dove lo trovo sul Monte Pisano?

La sua distribuzione sul Monte Pisano è circoscritta ai comuni di San Giuliano Terme e Lucca. Da questo si evince che è una specie molto localizzata e dunque di particolare pregio sui Monti Pisani.

Queste due splendidi rappresentanti della famiglia delle Orchidacee fioriscono in tutta la loro bellezza già a partire dai mesi di febbraio-marzo. E’ importantissimo però non raccoglierle in alcun caso! Questo perché le orchidee spontanee sono purtroppo a rischio, a causa delle raccolte indiscriminate che spesso sono fatte in buona fede ma che compromettono gravemente la loro riproduzione: prelevando infatti un’orchidea, recidendola ma anche asportandola interamente con tanto di apparato radicale, non solo si decreta la morte della stessa, ma si compromette la generazione successiva: è infatti nel piccolo tubero ipogeo che sono immagazzinati i nutrienti per una nuova orchidea.

Lampascione (Muscari comosum (L.) Mill.)

Conosciuto con vari nomi volgari, come Lampagione, Giacinto dal Pennacchio o Cipollaccio è una pianta erbacea perenne molto comune, a distribuzione mediterranea presente in tutte le regioni d’Italia. Famoso per i suoi bulbi commestibili, è particolarmente apprezzato nel sud d’Italia, che offre numerose e variegate ricette a base di lampascione. E’ altresì una pianta medicinale: possiede proprietà emollienti e diuretiche, simili a quelle della cipolla.

Come lo riconosco?

L’infiorescenza è senza dubbio stravagante: si tratta di un racemo allungato che può anche superare i 20 cm di altezza. All’apice troviamo un raggruppamento a pennacchio di fiori sterili, non adibiti alla riproduzione, rivolti verso l’alto e di un color blu-violetto intenso. Inferiormente sono presenti i fiori fertili, dapprima orizzontali e successivamente orientati verso il basso, quando ormai vicini alla fruttificazione. Questi ultimi sono di un viola meno acceso che può tendere al giallo.

Quali habitat predilige?

Incolti, vigneti, ulivete, campi soleggiati su suoli aridi o asciutti.

Dove lo trovo sul Monte Pisano?

Si rinviene nei comuni di Lucca, Capannori, San Giuliano Terme e Calci

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Margherita Bianchi

Ciao, il mio nome è Margherita e sono una Naturalista. Fin da bambina ho nutrito un grande amore per la natura e con il tempo è sorto in me il desiderio di contribuire alla sua protezione. Mi sto attualmente specializzando in Conservazione ed Evoluzione presso l’Università di Pisa. Amo la scrittura come forma di espressione personale; mi piace attraverso di essa parlare di ciò che vedo da una prospettiva sia scientifica che personale. Spero con i miei articoli di accendere una scintilla di fascinazione per l’incredibile varietà di esseri che ci circonda e di far comprendere l’importanza della loro salvaguardia.