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9 Apr

Il Castello di Nozzano, da teatro di guerra a teatro di storia

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Percorrendo in treno la tratta Lucca-Viareggio, in prossimità della città murata, il viaggiatore, volgendo lo sguardo in direzione nord, non può non rimanere colpito da una particolare struttura marmorea, composta da due torri asimmetriche, che si erge su un’isolata altura rocciosa da cui domina il territorio circostante.

Si tratta del castello di Nozzano, una fortezza di origini medievali che costituiva l’avamposto del sistema difensivo lucchese. Una collocazione strategicamente importante, in quanto a ridosso di uno dei confini più caldi dell’epoca, quello tra Pisa e Lucca.

Nozzano Castello: fra Lucca, Pisa e Viareggio

Il paesaggio è incantevole: circondato dalle dolci colline della lucchesia, ricche di oliveti, vigneti e boschi, e costellato da pievi ed abitati antichi, è rimasto quasi intatto alle trasformazioni urbanistiche di questi secoli; ciò permette, a chi lo voglia visitare, di sentirsi proiettato in un’atmosfera fuori dal tempo.

Ci troviamo in una zona privilegiata, a due passi da Lucca e vicino alle città di Pisa e Viareggio, raggiungibili comodamente in pochi minuti, oltre a vari punti di interesse ambientale come il Lago di Massaciuccoli.

Un po’ di storia di Nozzano…

Inizialmente la struttura di questa fortezza era in legno, perciò abbastanza facile da distruggere. Distrutto dai Pisani una prima volta nel 1314, venne riedificato alcuni anni dopo da Castruccio Castracane, ma alla sua morte i Pisani, ritornati padroni di Lucca, lo distrussero per la seconda volta.

Nel 1395 il lucchese Lazzaro di Francesco Guinigi (padre di Paolo Guinigi) lo riedificò per l’ultima volta. L’attuale struttura appartiene a quest’ultima ricostruzione.
Il fortilizio fu usato fino alla fine del 1500 per controllare le navi che risalivano il fiume Serchio verso Lucca, poi la sua importanza militare e strategica cessò e Nozzano fu uno dei centri ad ospitare una delle prime stamperie d’Italia.

Il castello di Nozzano è formato da un circuito murario ellittico a difesa dell’omonimo centro abitato, un piccolo e grazioso borgo che merita di essere visitato.

Se vi trovate a Lucca, oppure se ci state andando provenendo da Viareggio, è consigliabile fare un salto in questo tranquillo luogo storico. La fortezza, nonostante si presenti in buono stato di conservazione, è visitabile solo dall’esterno ma è sufficiente per ammirarne la maestosità.

Il Castello Rivive (ogni primo weekend di settembre)

Se state pensando di andarlo a vedere vi consigliamo di andarci il primo week-end di settembre, poiché in quei giorni a Nozzano si tiene una spettacolare manifestazione storica in cui vengono ricreate le tipiche atmosfere medievali in cui il visitatore può così immergersi nella vita sociale, signorile e popolare dell’epoca attraverso cene, rievocazioni degli antichi mestieri, cortei in costume e rappresentazioni di vari momenti della storia locale.

Nel suggestivo scenario del borgo fortificato si possono gustare antichi piatti, sapientemente realizzati, su ricettari del tempo di Dante, da esperti di gastronomia medievale.
Nelle vie del borgo, alle luci delle torce, si esibiscono giullari, mangiafuoco, menestrelli e danzatori e la vita si svolge come nel 1300, fra mercati e osterie, in mezzo ad una folla variopinta di personaggi, cittadini e contadini, artigiani e mercanti, soldati e cavalieri, venditori e compratori, ricchi e mendicanti.

Nelle taverne si gustano le cibarie del tempo e si beve il buon vino del contado di Lucca, dolci antichi e il delizioso vino aromatizzato: l’ippocrasso.

Per poter acquistare queste prelibatezze si deve utilizzare la moneta dell’epoca: se non ne avete non disperate, perché all’ingresso del castello, all’Offizio de cambio, si possono convertire gli euro in matildi, matildini e sercambi.

Insomma, un tuffo avvincente nel passato che, almeno una volta nella vita, vale la pena di vivere. www.ilcastellorivive.it

La leggenda del pozzo

All’interno del castello è presente un pozzo molto profondo. Si narra che nel 1263 l’esercito pisano assediò il castello per diversi giorni e di conseguenza i soldati lucchesi finirono le scorte di cibo.

Attraverso il pozzo, che si collegava col Serchio, riuscirono a raggiungere la città e a fare rifornimento. I Pisani però scoprirono l’uscita e la ostruirono, facendo morire diversi Lucchesi.

La leggenda vuole che, nelle sere piovose di novembre, si odano dei lamenti provenire dal pozzo, emessi dai fantasmi di quei soldati morti.

Scritto da Marco M.

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