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Copertina dell'articolo la quercia delle Streghe
20 Apr

La quercia delle Streghe, l’albero che ispirò Pinocchio

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La quercia delle Streghe, il leggendario albero che ispirò la favola di Pinocchio

Forse sono in pochi a saperlo ma, sulle colline situate tra il Monte Pisano e Collodi, in mezzo ad un bosco, si trova un albero straordinario, sia per dimensioni e sia per le leggende che lo avvolgono: esso è conosciuto col nome di Quercia delle Streghe, l’albero che ispirò Pinocchio.

La quercia

Ha proporzioni impressionanti: alto 24 metri, il suo tronco ha un diametro di ben 4,5 metri (per abbracciarlo bisogna essere almeno in cinque persone) e possiede una chioma che raggiunge i 40 metri di diametro (record nazionale per quanto riguarda le querce), ma non è ben chiaro a quale precisa specie botanica appartenga.

Classificata come genere Quercus, molti ritengono sia una farnia, se non che le cupole delle sue ghiande sono identiche a quelle del cerro da cui però differisce per foglie e corteccia; probabilmente si tratta di un ibrido.

È riconosciuto come albero monumentale d’Italia e, per via della sua grandezza, compare addirittura nelle mappe Nato come punto trigonometrico militare.

La sua età è un mistero: si ipotizza che abbia addirittura circa 600 anni.

Si trova nel comune di Capannori, in località Gragnano (è per questo chiamato Quercione di Gragnano), e per arrivarci bisogna percorrere un itinerario che si snoda attraverso un bosco. Sono molti i turisti e gli escursionisti che ogni tanto passano di lì e si fermano ad ammirare questo meraviglioso albero e scattare qualche foto ricordo.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, i Nazisti volevano abbatterlo per ricavare una ingente quantità di legname da ardere, ma fortunatamente, grazie alla mobilitazione degli abitanti locali, il progetto sfumò.

 

Due leggende per un solo albero, partiamo con le streghe

Due sono le leggende che lo contraddistinguono.

Innanzitutto quella da cui prende il nome: è credenza popolare infatti che un tempo quest’albero fosse un punto di ritrovo per le streghe che, durante la notte, si dimenavano sopra i suoi lunghi e nodosi rami per compiere i riti sabbatici.

La loro continua presenza sulla chioma ne avrebbe impedito lo sviluppo verticale, cosicché, col tempo, ha assunto questa anomala forma schiacciata con i rami che si sono allungati in direzione orizzontale, quasi parallela al terreno; un fatto davvero insolito per questo genere di piante.

 

Il personaggio di Pinocchio esiste forse grazie a questa quercia?

L’altra leggenda, più affascinante ma anche più verosimile, è legata al nome di un famoso personaggio del mondo delle fiabe: stiamo parlando di Pinocchio, il popolare burattino di legno ideato da Carlo Collodi un paio di secoli fa.

Si dice che l’autore fiorentino sarebbe stato ispirato proprio da questo maestoso albero per la scena finale del 15° capitolo, allorché il burattino di legno viene impiccato sulla “Quercia grande”, per mano del Gatto e la Volpe travestiti da banditi, i quali architettano questo stratagemma affinché Pinocchio sputasse i quattro zecchini d’oro che aveva nascosto in bocca.

Detto fatto, gli legarono le mani dietro le spalle e passatogli un nodo scorsoio intorno alla gola, lo attaccarono penzoloni al ramo di una grossa pianta detta Quercia grande” (tratto dal 15° capitolo de Le avventure di Pinocchio)

Non tutti lo sanno ma, inizialmente, questa scena doveva rappresentare, nella mente di Collodi, la conclusione del romanzo.

Successivamente, però, a seguito della protesta di molti lettori che lo ritennero troppo macabro, egli aggiunse nuovi capitoli e, come tutti sappiamo, anche grazie al remake del film di Matteo Garrone uscito pochi mesi fa, il finale ha un lieto epilogo.

La “Quercia grande” menzionata nel racconto sarebbe, secondo la leggenda, proprio l’albero monumentale di Capannori. Per questo viene anche chiamato “Quercia di Pinocchio”.

Cosa non impossibile dato che l’autore era solito trascorrere da queste parti le sue vacanze, in quanto sua madre era nativa di Collodi (il cui nome ispirò lo pseudonimo con cui egli divenne celebre, il suo vero nome era Carlo Lorenzini), borgo distante pochi chilometri da Capannori.

Il settembre Lucchese ed il “Paese dei Balocchi”

Si ritiene inoltre che, nella sua mente, il Paese dei Balocchi fosse la rappresentazione del Settembre Lucchese, periodo nel quale la città di Lucca si anima con fiere e numerose attività.

Se così fosse tutto avrebbe senso, in quanto l’albero si trova proprio lungo il percorso che collega Collodi alla città murata.

E allora cosa aspettate? Se vi trovate da quelle parti cogliete l’occasione per ripercorrere le tracce del celebre burattino di legno e vedere la Quercia delle Streghe (o di Pinocchio se preferite), non rimarrete certo delusi. Girarci intorno, osservandone i cambi di prospettiva e i giochi di luce offerti dall’intreccio dei suoi numerosi e variegati rami, è un’esperienza decisamente esaltante.

Per qualche momento, ai piedi della sua imponente e maestosa chioma, vi sentirete come immersi in una fiaba d’altri tempi.

 

Magari i quattro zecchini d’oro sono proprio nascosti qui

Se poi non siete pienamente soddisfatti potreste andare a cercare il paese di Acchiappacitrulli e il Campo dei Miracoli, dove Pinocchio sotterrò i quattro zecchini d’oro su consiglio del Gatto e la Volpe che rincontrò “a due passi dalla Quercia grande”.

Nessuno ha ancora individuato questi luoghi ma, come disse la Volpe a Pinocchio, si trovano non lontano da lì, a “due chilometri appena”.

 

Articolo di Marco Montanari

 

Foto copertina di: Guglielmo Giambartolomei 

 

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Thomas Gronchi

Sono un ragazzo che ama la natura ed il territorio. Credo che con le nuove tecnologie ognuno possa esprimere al meglio le proprie passioni e condividerle. La mia è quella di mostrare il mondo che mi circonda a tutti, mediante la fotografia e la scrittura. Ho la fortuna di poter condividere con tutti voi i miei scatti ed i miei articoli perciò spero di entrare nei vostri cuori con i miei contenuti.

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