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Monte Pisano / Il Territorio  / 57 km fra Romanico e Natura
4 Apr

57 km fra Romanico e Natura

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C’è un percorso ad anello intorno al Monte Pisano che amo molto: un breve “viaggio” tra Romanico e natura.

È lungo 57 km: si può fare in auto, in moto e meglio ancora in bicicletta. Le biciclette a pedalata assistita, che a breve saranno disponibili in affitto presso lo Store Montepisano, sono certamente il mezzo ideale.

In attesa, dopo un lungo periodo di piogge, alla prima giornata di sole primaverile riaccendo la moto e parto.

Da San Giuliano prendo la lungomonte (statale 12 del Brennero) in direzione Molina di Quosa; appena passato il borgo, breve sosta a Pugnano alla Parrocchia di San Giovanni Battista e alla Villa Roncioni che ospita il famoso Museo del Costume della Fondazione Cerratelli.

Alla scoperta delle piccole valli del versante nord

Riprendo la via che si stringe attraversando Ripafratta, passa sotto la Rocca omonima e continua per un paio di chilometri fiancheggiata da due filari di tigli secolari.

Si incontra a questo punto un passaggio a livello; è qui che lascio la Statale e svolto a destra seguendo l’indicazione Cerasomma per addentrarmi nelle piccole valli poco conosciute del versante nord del Monte Pisano.

Suggerisco una breve sosta di ristoro al Circolo di Cerasomma, un posto d’altri tempi a due passi dal XXI° secolo: posto telefonico, quotidiani locali e carte da gioco sui tavoli, panini, vino e tv. Aperto tutti i giorni tranne il lunedì, orario 13 -19 e dalle 20,30 fino a resistenza.

Lascio il circolo, la strada, ormai stretta ad una sola careggiata, svolta a destra in Via della Romagna e subito dopo sinistra in Via dei Ronchetti.

Dopo 1,2 chilometri di saliscendi tra piccole valli, campi coltivati e vigneti in miniatura, si svolta di nuovo a gomito a destra in Via di Cocombola (che lungo il percorso cambia nome in Via della Cella), si sale leggermente in mezzo a macchie di bosco e ai giardini delle ville lucchesi e dopo circa un altro chilometro dal bivio precedente, alla sinistra compare la meravigliosa Pieve di San Michele Arcangelo a Meati.

Scorci da cartolina

Riprendo il mio percorso che continua lungo Via della Cella fino al borgo di Meati, una dozzina di case non di più, dove si svolta a destra in Via per Gattaiola e Meati: gli scorci panoramici sono talmente armoniosi e invitanti che le soste per goderne ogni dettaglio sono continue.

Passo davanti all’azienda agricola dei Fratelli Urbani che consiglio per una visita: generosa ospitalità dei gestori e cantina per degustazioni.

Poco dopo la strada si biforca, prendo sulla destra la Via per Vorno, leggermente in salita, che dopo un paio di curve sia apre all’improvviso di fronte alla Pieve di Sant’Andrea di Gattaiola: un piccolo gioiello architettonico del XII secolo immerso nella natura.

Direzione Vorno

Continuo la strada che nel frattempo ha cambiato di nuovo nome: ora è Via della Chiesa VII che conduce fino al bivio Pozzuolo, sulla destra, Vicopelago a sinistra. Prendo a sinistra fino alla Pieve di Vicopelago e quindi destra in via del Cimitero XXIII

La percorro per intero, passando davanti a Villa Bernardini, fino a raggiungere la Statale Nuova Pisana; per un attimo sono fuori dal sogno ed in mezzo al traffico. Questione di poco: solo 100 metri a destra e poi, all’altezza della Trattoria Baffardello (vivamente consigliata), subito sinistra in via del Trebbio per immergersi ancora in mezzo ai campi in direzione Vorno.

Lascio rapidamente le propaggini di una zona industriale e in pochi minuti mi trovo davanti allo splendore della badia di Cantignano le cui origini sono datate VIII secolo.

Sosta d’obbligo e visita alla Badia di Cantignano

Per chi volesse suddividere il percorso in due giorni l’Ostello di Vorno è un luogo a gestione familiare per cenare e passare la notte.

Poi di nuovo in sella in direzione Guamo, fino a sfociare sulla Via di Sottomonte: siamo ormai sul versante lucchese del Monte Pisano. Svolto a destra e dopo soli 300 metri prendo di nuovo a destra una strada secondaria in direzione Chiesa di San Quirico, passo l’Acquedotto Nottolini e dopo meno di 500 metri sono alla piccola chiesetta risalente all’anno mille.

Proseguo; la strada mi riporta di nuovo sulla Via di Sottomonte che percorro per meno di un chilometro prima di abbandonatala definitivamente prendendo di nuovo a destra per inoltrarmi ancora nelle valli interne del Monte in direzione Massa Macinaia e quindi San Giusto di Compito, con i suoi vicoli “fortificati” da mura che in realtà erano le antiche testate dei filari delle vigne poderali.

Quindi, poco dopo, Sant’Andrea di Compito con sosta d’obbligo all’oratorio di Santa Lucia…

… e al bar Tre Tigli, che evidentemente prende il nome dai tre alberi secolari sulla piazzetta antistante l’entrata. Al di là dell’insegna, decisamente in contrasto con l’architettura del posto, il locale è molto familiare, banconi di legno, gestori gentili ed ospitali; aperto dalle 11 del mattino alle 11 la sera, pizza (e non solo) dalle 19,30 in poi; chiuso il lunedì.

Il Borgo delle Camelie e il Camelietum Compitese

Ne approfitto anch’io, prima di scendere a Pieve di Compito, poco distante e noto anche come Borgo delle Camelie per via del Camelietum Compitese.

Straordinario giardino botanico che ospita più di 1.000 esemplari di antiche camelie japoniche (ma anche di altre specie) provenienti dai giardini delle ville lucchesi e dal resto d’Italia, situato in una verdissima valle attraversata da torrenti alimentati da sorgenti naturali di ottima qualità.

Monto di nuovo in sella per l’ultima tappa: risalgo la valle fino ad arrivare sulla strada di cresta del Monte Serra, la Via della Bisantola. Sono circa 7 chilometri di salita, interamente immersi nei boschi, con un dislivello di poco meno di 600 metri: sicuramente fattibile con una bicicletta a pedalata assistita anche per i ciclisti meno allenati.

In cima alla Bisantola, svolto a sinistra sempre in mezzo ai boschi, scendo sul versante pisano del Monte e intravedo il mare.

E poi giù in discesa, fino Calci, passando per il borgo di Tre Colli, e quindi lungomonte pisano fino a casa.

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