La Ghiandaia sul Montepisano

Forse non tutti hanno già sentito nominare questo parente di corvi e cornacchie. È la ghiandaia eurasiatica!

Il suo aspetto è a dir poco variopinto: il suo piumaggio è di base color bruno-fulvo, la fronte e la gola bianche, la coda nera, le penne delle ali bianche e nere, mentre le penne copritrici di un bellissimo azzurro intenso a barre nere. Dal becco dipartono due strisce nere, una per lato, che attraversano le guance.

La sua distribuzione è molto ampia: è presente in Europa e Asia, partendo dalle coste irlandesi fino al Giappone. In Italia è molto diffusa, specialmente nelle aree boschive, che rappresentano il suo habitat ideale. Non è una specie migratoria anche se nel periodo di nidificazione può compiere degli spostamenti a livello locale.

  • Hai già sentito il gracchiare della ghiandaia passeggiando per il Monte Pisano? Scoprilo ascoltando il suo verso:

Attenzione, però: la ghiandaia può ingannare. Può esserti capitato di incontrarla senza sapere che fosse lei. Infatti, questo corvide ha la capacità di copiare il verso di altri uccelli. Non è l’unica a poterlo fare: sono diverse le specie di avifauna che ingannano il vicinato imitandone altre, così come alcuni mammiferi, per esempio l’elefante asiatico.

Questa caratteristica prende il nome di mimica vocale, e si acquisisce via apprendimento.

Ma a cosa serve esattamente? Per essersi evoluta deve aver portato un qualche tipo di vantaggio. In effetti, la mimica vocale a livello immediato ha lo scopo di far modificare il comportamento di chi riceve il messaggio, di chi sta ascoltando (quindi colui che viene ingannato) portando una conseguenza positiva all’ingannatore.

Facciamo un esempio concreto: una ghiandaia ha individuato una quercia colma di ghiande all’interno del suo territorio. Per non far avvicinare nessuno al suo tesoro, può imitare il verso di un predatore, per esempio un rapace diurno, in modo da lanciare un falso messaggio a chi sta nei dintorni.

Il (finto) significato sarebbe, grosso modo: “Sono un falco! Vi conviene non avvicinarvi a questa quercia, o ve ne pentirete”. E i possibili avventori ci cascano? Beh, a quanto pare, sì.

Ma questa non è l’unica peculiarità che rende la ghiandaia così interessante.

Come si può dedurre dal suo nome, il cibo preferito dalla ghiandaia è la ghianda. Questo uccello passa gran parte dell’estate e dell’autunno a raccogliere ghiande e accumularle per l’inverno. Non si ciba esclusivamente di queste, però: mangia anche tante altre varietà di frutti e semi, addirittura piccoli animali come invertebrati e rettili.

Durante la raccolta delle ghiande può arrivare ad accumularne diverse migliaia. Ovviamente non verranno mangiate tutte subito: individuato un luogo sicuro dove nasconderle, rimarranno lì a disposizione per la stagione invernale fino a quella primaverile, quando per gli accoppiamenti sarà fondamentale attingere a risorse energetiche.

Questo comportamento è stato oggetto di studi, portando alla luce informazioni veramente interessanti. Per esempio, per la scelta del punto di “stoccaggio” dei semi, la ghiandaia opterà per un luogo in cui le possibilità di essere vista da altri conspecifici saranno basse.

Non solo, preferire luoghi appartati per il seppellimento delle risorse, per esempio in corrispondenza di arbusti o alberi particolari, aiuterà l’individuo a ritrovare quello stesso luogo in futuro. Questo evidenzia la grande percezione spaziale posseduta dalla ghiandaia e dai Corvidi in generale.

CURIOSITA’–> nel bosco, specie animali diverse beneficiano dei reciproci richiami d’allarme. Uno studio del 2006 ha messo in evidenza come lo scoiattolo rosso reagisca alle vocalizzazioni d’allarme della ghiandaia mostrando comportamenti anti-predatori e aumentando la vigilanza sull’ambiente circostante.

Che questo avvenga anche sul Monte Pisano? Dal momento che sono presenti entrambi, sarebbe interessante scoprirlo!

FONTI

Blibliografia

  • Legg E., Clayton N., Eurasian jays (Garrulus glandarius) conceal caches from onlookers, Animal Cognition, Vol. 17, pp. 1223-1226, 2014. doi 10.1007/s10071-014-0743-2
  • Randler Christoph, Red squirrels (Sciurus vulgaris) respond to alarm calls of eurasian jays (Garrulus glandarius), Ethology, 2006. doi  https://doi.org/10.1111/j.1439-0310.2006.01191.x
  • Wascher C., Whatrhouse G., Beheim B., Vocal mimicry in corvids, Animal Cognition, Vol. 28, p. 88, 2025. doi 10.1007/s10071-025-02006-4

Sitografia

Iscriviti alla nostra newsletters per rimanere sempre aggiornato sulle novità e gli eventi del Monte Pisano!