Lo Scoiattolo Rosso sul Montepisano

FACCIAMO LE PRESENTAZIONI

Nei boschi del Monte Pisano si aggira un piccolo roditore: anche se non lo vedete, state pur certi che lui, dall’altezza a cui si trova, vi ha scorto: è lo scoiattolo rosso, altresì chiamato scoiattolo comune. La sua distribuzione parte dall’estremità occidentale dell’Europa e andando ben oltre, arrivando fino al Giappone!  Il suo nome scientifico è Sciurus vulgaris L. Sciurus deriva dal greco skia che significa “sfumatura” o “ombra”, mentre vulgaris deriva dal latino e vuol dire “comune”.

Questo è il suo primo nome…ma di secondi nomi ne ha veramente tantissimi! Esistono, infatti, diverse sottospecie, ovvero nomi che identificano diversi sottogruppi di scoiattolo comune caratterizzati da sottili differenze per cui un sottogruppo non è esattamente uguale all’altro (sì, chi si occupa di classificazioni e tassonomia lo ammette, ha una vita è complicata).

Ma noi persone comuni invece che conoscenze abbiamo dello scoiattolo rosso?

Bene o male tutti hanno idea di com’è fatto uno scoiattolo nostrano, anche grazie al suo aspetto carismatico: pelliccia rossa, petto bianco, coda lunga e folta, ciuffetti sulla punta delle orecchie, musetto simpatico e sbarazzino.

UN CORPO FATTO PER MUOVERSI

Lo scoiattolo rosso non presenta dimorfismo sessuale, ovvero maschi e femmine sono uguali (le dimensioni si aggirano intorno ai 40-50 cm di lunghezza compresa la coda).

Il suo corpo è elegantemente adattato a una vita sempre in movimento in cui l’agilità e la rapidità devono essere al primo posto. Le ossa dello scheletro, leggere, gli permettono di muoversi con leggiadria e saltare da un ramo all’altro. La folta coda gli garantisce equilibrio nel salto e le unghie gli permettono di ancorarsi con fermezza ai tronchi degli alberi.

MANTO CAMBIACOLORE

Nonostante il nome comune, in realtà lo scoiattolo rosso presenta grande variabilità nel colore del mantello. In base all’area geografica le tonalità della pelliccia cambiano, con diverse gradazioni dal rosso mattone fino al marrone e al nero! In generale, in Europa, si nota un gradiente da sud-ovest verso nord-est in cui i polimorfismi scuri (dal grigio al nero) diminuiscono in proporzione, con l’unica eccezione delle aree montuose in cui invece sono più abbondanti.

La pelliccia muta in due momenti dell’anno: primavera e autunno in preparazione alle stagioni a venire. Il manto estivo può essere rossiccio o castano, la parte ventrale invece color bianco crema; la coda è più snella e i ciuffetti auricolari sono praticamente assenti.

D’inverno invece il pelo si fa più folto per proteggere dai rigori del freddo, assumendo toni più scuri. Sulle orecchie, invece, si cominciano a notare i caratteristici ciuffetti, che già in tarda estate iniziano a crescere, restando ben visibili fino alla primavera successiva.

COMUNICAZIONE

Gli scoiattoli rossi, come le altre specie di scoiattolo, hanno una vasta gamma di forme utili alla comunicazione tra conspecifici, dai segnali visivi alle vocalizzazioni. L’utilizzo di entrambe queste forme è chiamato comunicazione multimodale.

La coda, per esempio, può venir agitata in movimenti a “S”, ma non è ancora chiaro il significato di questo gesto, anche se è probabile che venga utilizzato in un contesto di pericolo.

Le vocalizzazioni invece possono riguardare gli ambiti più disparati. In generale, per tutti gli scoiattoli, sono stati individuati richiami per l’accoppiamento, per segnalare un discomfort, per le relazioni affiliative e per lanciare un allarme, come l’avvistamento di un predatore.

DISTRIBUZIONE IN ITALIA ED ECOLOGIA

In Italia è presente in tutte le regioni, ad eccezione di Sicilia e Sardegna. Sulle Alpi e sull’Appennino è ancora ampiamente diffuso, mentre è meno abbondante nelle aree di pianura. Ciò non toglie che lo si può anche avvistare anche in aree boscose prossime al livello del mare, come la Tenuta di San Rossore.

È una specie prettamente diurna ed arborea, questo significa che le sue attività si svolgono soprattutto di giorno e sugli alberi. Può vivere sia in boschi di conifere, di latifoglie oppure boschi misti.

Saltando da un ramo all’altro va alla ricerca di qualcosa da sgranocchiare, o da mettere da parte per l’inverno. I semi, in particolare, vengono accumulati in nascondigli sotterranei da lui stesso scavati. Però, non sempre lo scoiattolo si ricorda dove li ha nascosti! Per questo i semi dimenticati a volte germogliano dando vita a nuovi alberi. L’importanza ecologica dello scoiattolo sta anche in questo importante servizio ecosistemico.

Si nutre sì di ghiande, ma non solo! Può concedersi un po’ di tutto: è ghiotto di pinoli, castagne, ghiande, noci, bacche, gemme, pigne, corteccia, funghi, licheni perfino uova e invertebrati.

Sul Monte Pisano i predatori principali dello scoiattolo sono i rapaci diurni come la poiana, e alcuni mammiferi come la martora e la volpe.             

IN LETARGO? ANCHE NO

Lo scoiattolo comune non sta fermo nemmeno durante la stagione fredda. Non va in ibernazione come altri animali del bosco, ciononostante nei periodi più rigidi anche lui rimane rintanato, conservando le proprie preziosissime risorse energetiche. Il suo nido è una sfera costruita con rametti, corteccia, foglie e muschio, e si può trovare nel punto di biforcazione di un ramo; talvolta il suo rifugio può essere qualche cavità nel tronco di un albero.

SUL MONTE PISANO PREFERISCE IL CASTAGNO

…e come dargli torto?! Le castagne sono così buone! Ma la verità è che lo scoiattolo sul Monte Pisano predilige il castagneto rispetto al bosco di pino marittimo perché è più fitto, dà più opportunità di nascondersi, costruirsi un buon giaciglio e facilita lo spostamento di albero in albero.

Ce lo conferma uno studio condotto da alcuni ricercatori dell’Università di Pisa che, in seguito all’incendio che nel 2018 ha colpito l’area del Monte della Verruca, hanno voluto sbirciare nel fitto bosco e vedere qual era la selezione spaziale dei piccoli mammiferi che vi abitano come lo scoiattolo, il topo selvatico, il quercino, il moscardino, il mustiolo etrusco e il ghiro.

SI SENTE SPESSO PARLARE DELLO SCOIATTOLO GRIGIO AMERICANO COME DI UN PERICOLO PER IL NOSTRO ROSSO. È VERO O È SOLO ALLARMISMO?

Da alcuni anni si sta registrando un lento declino nell’abbondanza della popolazione italiana di scoiattolo rosso. Seppur non in pericolo d’estinzione, sappiamo che la frammentazione degli habitat per mano umana e l’espansione dello scoiattolo grigio americano specialmente in Nord Italia rappresentano delle serie minacce per la sopravvivenza a lungo termine di questa specie.

Per quanto riguarda lo scoiattolo grigio americano, la sua espansione in Italia è iniziata con la liberazione di alcuni individui a Candiolo (TO). Da lì la colonizzazione ha riguardato anche altre regioni come la Liguria e la Lombardia, aiutata sempre dall’uomo in successive e ripetute introduzioni. Scoiattolo grigio e rosso non possono coesistere a lungo termine, in quanto è stato dimostrato che dove arriva il grigio, il rosso sparisce a causa della sovrapposizione ecologica dell’uno verso l’altro. Ciononostante, è opinione di chi scrive che qualunque narrativa demonizzante lo scoiattolo grigio non ha senso di essere portata avanti: questi ha fatto quello che qualunque altro essere vivente avrebbe fatto, in primis la nostra specie che in quanto a comportamenti invasivi fa da apripista.

Forse la scomparsa di habitat idoneo allo scoiattolo rosso a causa dell’antropizzazione eccessiva non ha ricevuto abbastanza attenzione come invece è stato per il caso dello scoiattolo grigio.

La questione è aperta, forse il destino dello scoiattolo eurasiatico è segnato, forse invece l’evoluzione ha in serbo per noi ancora qualche sorpresa.

CURIOSITÀ: in Italia esiste anche una specie endemica di scoiattolo: lo Sciurus meridionalis, presente solo in Calabria e Basilicata.

FONTI

BIBLIOGRAFIA

-Tomassini O. et al., Some like it burnt: species differences in small mammal assemblage in a Mediterranean basin nearly 3 years after a major fire, Mammal Research, Vol. 69, pp. 283-302, 2024, doi 10.1007/s13364-024-00742-5.

-Mazzamuto M. et al., Interaction between native and invasive species: a systematic review of the red squirrel-gray squirrel paradigm, Frontiers in Ecology and Evolution, 2023, doi 10.3389/fevo.2023.1083008.

-Lurz P. et al., Sciurus vulgaris, 2005, doi 10.2307/3504523/2600835.

-Diggins, C. A. 221. Behaviors associated with vocal communication of squirrels, Ecosphere, 12(6):e03572. doi 10.1002/ecs2.3572.

-Newar S., Bowman J., Think before they squeak: vocalizations of the squirrel family, Frontiers in Ecology and Evolution, Vol. 8, 2020, doi 10.3389/fevo.2020.00193.

SITOGRAFIA

https://www.iucn.it/scheda.php?id=-1886249654

https://roam.macewan.ca/items/577cd127-cec4-4400-ab38-c32ae0a18ec5

chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://www.mase.gov.it/portale/documents/d/guest/def_pg_scoiattolo_grigio_2020-pdf

https://www.biopills.net/scoiattolo-rosso/

Iscriviti alla nostra newsletters per rimanere sempre aggiornato sulle novità e gli eventi del Monte Pisano!