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19 Gen

Mirteto, piccolo borgo monastico abbandonato

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Asciano: uno dei tanti piccoli paesi appoggiati sulle prime pendici del versante pisano del nostro monte. Forse un po’ anonimo se non fosse che proprio da Asciano parte il sentiero selciato che, attraverso boschi e oliveti, ci conduce al Borgo di Mirteto, uno dei luoghi più evocativi e magici del Monte Pisano.

Antico monastero ormai abbandonato, la cui prime tracce risalgono al 1100; conserva intatta la fisionomia del borgo religioso, con al centro la chiesa in stile romanico utilizzata fino al secolo scorso come oratorio privato.

Lascio l’auto in Piazza delle Lavandaie ad Asciano e mi rifornisco per la colazione nelle botteghe del paese; da lì salgo in direzione della Valle delle Fonti, passo a fianco della “Casa del Fontaniere” e in meno di 20 minuti raggiungo il “Cisternone”.

Il Cisternone: cosa c’è da sapere

Siamo già nei boschi di leccio della valle, il ruscello sulla sinistra, un grande spiazzo verde attrezzato per pic-nic con barbecue fissi e il Cisternone davanti a me: testimonianza delle grandi opere di raccolta e canalizzazione delle acque della valle (famiglia Medici XVII° secolo), che in questo enorme manufatto venivano decantate e filtrate prima di essere avviate, attraverso l’acquedotto mediceo, alla città di Pisa.

Ristrutturato di recente e in attesa che sia visitabile, raggiungo uno dei grandi finestroni per ammirare l’interno della grande vasca, completamente ripulita ed ora ricoperta da una grande vetrata che ne lascia vedere l’antico sistema idraulico.

Lascio il Cisternone, riprendo il sentiero che dopo pochi metri volta a sinistra sul ponticello in pietra che attraversa il rio e inizia a salire tra gli ultimi oliveti e primi boschi.

Per lunghi tratti il fondo del sentiero è ancora lastricato con pietre ordinate e ben sistemate per facilitare il passaggio dei muli, unico mezzo di trasporto dell’epoca.

Salgo senza fatica e in meno di mezz’ora sono arrivato: improvvisamente mi appare il Borgo di Mirteto, silenzioso, affascinante, misterioso, la chiesa con le mura intatte, anche se completamente scoperchiata e il complesso di vari edifici adibiti ad abitazioni, frantoio e luoghi di lavoro per i monaci.

Borgo di Mirteto e i grandi cespugli di mirto

Mi aggiro tra i fabbricati e sulle balze che ancora lasciano intravvedere le antiche sistemazioni destinate agli orti e ai frutteti coltivati dalla piccola comunità locale; sono visibili anche le canalizzazioni, che derivavano l’acqua per l’irrigazione della Valle delle Fonti.

E poi boschi, macchia mediterranea e grandi cespugli di mirto, dal quale il Borgo prende nome.

La giornata è meravigliosa, il panorama spazia sulla pianura, fino al mare, l’isola di Gorgona e il porto di Livorno.

E’ il momento di un bel panino, mi godo il silenzio e il profumo dei boschi prima di riscendere al paese ed alla civiltà.

PS: se incontrate un cinghiale lungo il percorso, non spaventatevi: è normale 🙂

© Photo: I Rintronauti | Etta681 | Marco83 | FAI

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Pietro Pestarini

Girare il mondo, una passione che mi accompagna da sempre, oltre allo sport, la cucina ed i motori. Sono un ex-chef che dopo anni in cucina si è reinventato, riprendendo gli studi in turismo e marketing per approdare infine al Montepisano Store. Spero che vi piaccia leggere ciò che scrivo, perché ciò che racconto è autentico e lo vivo in prima persona.