Conosciamo meglio il nostro territorio: Mobilità Sostenibile

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(terza puntata)

Mario Pestarini

Il Consiglio europeo ha fissato l’obiettivo per l’UE di ridurre, entro il 2030, le sue emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990 e di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Per raggiungere tale obiettivo, vincolante per l’UE e i suoi Stati membri, gran parte dell’attenzione è rivolta al settore dei trasporti destinato a subire una trasformazione che richiederà una riduzione del 90% delle emissioni di gas a effetto serra, garantendo allo stesso tempo un’offerta intelligente e accessibile ai cittadini.

Coerentemente con la politica comunitaria, in Italia, tra il PNRR e gli altri provvedimenti assunti fra il 2021 ed il 2022, sono stati stanziati 16,5 miliardi di euro a favore della mobilità sostenibile (1)

Camminare, pedalare, servirsi dei mezzi pubblici, utilizzare il car sharing sono solo alcuni esempi di ciò che oggi viene definita mobilità sostenibile, cioè l’insieme delle pratiche virtuose che conciliano il bisogno di muoversi con quello di ridurre l’inquinamento atmosferico e acustico.

Se si considera che i gas serra generati dal settore trasporti sono cresciuti globalmente dal 1990 al 2019 del 3,9% (2) si comprende facilmente come il tema della mobilità sostenibile rappresenta una delle grandi sfide per migliorare la qualità dell’aria, prevenire il degrado urbano ed extraurbano, ridurre i consumi energetici, abbandonare progressivamente l’uso di combustibili fossili.

Per riuscirci è fondamentale promuovere tra i cittadini forme di condivisione dei veicoli, incrementare e integrare la rete dei diversi mezzi di trasporto pubblico, ma soprattutto potenziare la rete delle piste ciclabili e pedonali nonché la rete sentieristica.

SGUARDO LOCALE

Rispetto agli indirizzi e agli obiettivi comunitari siamo in forte ritardo.

Considerato che nell’area del Monte Pisano tale ritardo riguarda la rete della mobilità ordinaria, una riconversione verso la sostenibilità del settore richiede uno sforzo tanto straordinario, quanto urgente e indispensabile.

La rete ferroviaria lambisce il territorio sul lato nord grazie alla tratta locale Pisa – Lucca.

Progetti lontani nel tempo che prevedevano di utilizzare tale linea potenziando il servizio sul modello di metropolitana di superficie e collegare contemporaneamente l’arteria con un progetto di mobilità elettrica pubblica che raggiungesse in modo capillare la restante parte del territorio, sono rimasti sepolti in qualche cassetto.

La rete di piste ciclabili è largamente insufficiente; attualmente sviluppa circa 27 chilometri, se in essa si includono la tratta Pontasserchio – Montuolo della ciclopedonale Puccini (circa 10 km) (3) e i due “bracci” che collegano il Monte alle città di Pisa e Lucca rispettivamente lungo gli acquedotti Mediceo e Nottolini (circa 5 km ciascuno).

L’unico comune che ha allestito una pista ciclabile (sviluppo circa 7 km), potenziale embrione di un futuribile anello del Monte, è Vicopisano; nell’immagine che segue la situazione attuale.

Linea ferroviaria e piste ciclabili nell’area del Monte Pisano

Oltre a ferrovia, mobilità elettrica su strada e piste ciclabili, l’ultima componente da considerare in tema di mobilità sostenibile è il reticolo della sentieristica.

Contrariamente alla sofferenza degli altri segmenti, la rete di sentieri del Monte primeggia per sviluppo e attenzione alla sua manutenzione.

Il reticolo dei sentieri del Monte raggiunge circa 225 km di sviluppo con 42 percorsi segnalati (4) offrendo al numero sempre crescente di escursionisti notevoli scorci paesaggistici, grandi esempi di biodiversità e variabilità degli ecosistemi, punti di interesse storico architettonico di assoluto valore (5)

PROPOSTA

Per la sua conformità e per la sua posizione geografica fare del Monte un punto di riferimento virtuoso in termini di mobilità sostenibile, rappresenterebbe un ulteriore elemento di valorizzazione, di qualificazione e attrattività.

Lo sviluppo della rete ciclabile locale è allo stato attuale largamente insufficiente a identificare il territorio; è indispensabile che sia progettato e realizzato il suo completamento e la sua integrazione con la rete di mobilità pubblica, ferroviaria ove esistente e su ruota.

Il progetto dell’anello ciclabile del Monte Pisano va inteso come espansione naturale delle città di Lucca e Pisa alle quali è collegato dalle ciclabili degli Acquedotti e quindi come strumento identitario e di valorizzazione dell’intero comprensorio.

Allo stesso modo si ritiene che il sistema di incentivazione all’uso della bicicletta per gli spostamenti locali debba diventare prassi promossa in modo coordinato e armonico da tutte le Amministrazioni che governano il comprensorio, proposta sia come offerta sostenibile ai cittadini residenti ma anche come elemento di attrazione turistica del Monte.

Se in Europa il sistema degli incentivi è sempre più diffuso, con i Paesi Bassi che hanno fatto storicamente da apripista, seguiti a ruota dal Belgio e dalla Francia, senza andare molto lontano il comune di Massarosa si è distinto già nel 2016 per aver introdotto il progetto “Bike to Work” che prevedeva l’erogazione di 25 centesimi di euro per chilometro percorso nel tragitto casa – lavoro e viceversa con un tetto massimo giornaliero di 6 euro e di 50 euro al mese (6).

Progetto del quale, per altro, non si ha più notizia.

Le politiche di incentivazione indirizzate alla mobilità in bicicletta, oltre ai ritorni in termini di salute pubblica e individuale, alimentano l’economia locale di settore in un ciclo virtuoso che coinvolge un indotto molto vasto: dall’ambito strettamente tecnico (biciclette, accessoristica, assistenza, noleggio) spazia fino alla ristorazione, all’ospitalità, al mondo degli accompagnatori e delle guide.

La viabilità ciclabile certamente da sola non può rispondere universalmente alle necessità di spostamento sostenibile delle persone.

Attualizzare il progetto, di cui sopra, che prevedeva la realizzazione della metropolitana di superficie sulla linea ferroviaria locale Pisa – Lucca, integrato con una rete locale di bus elettrici a servizio capillare delle frazioni del Monte, con stazioni in prossimità dei punti nodali della rete ciclabile e sentieristica, rappresenterebbe un modello virtuoso di mobilità sostenibile integrata di un comprensorio.

Oltre a costituire una risposta concreta alla strategia europea in materia che chiede che i sistemi di trasporto corrispondano ai bisogni economici, sociali e ambientali della società (7).

Infine, circa il tema della sentieristica, da più parti è sollecitata la necessità di armonizzare al meglio gli interventi di gestione e manutenzione.

Attualmente la gestione dei sentieri è affidata in parte alle sezioni CAI di Pisa, Pontedera e Lucca e in parte alle associazioni locali su incarico diretto dei diversi comuni, gestione che merita sia uniformata alle norme adottate dal CAI a livello nazionale, in termini di pianificazione, segnaletica (verticale e orizzontale) e manutenzione

È necessario attivare un coordinamento affinché gli interventi affidati siano uniformati su tutta l’area.

Buone pratiche: esempi di interventi ed opere di manutenzione dei sentieri

(1) Rapporto Mobilitaria 2022 e 2023, CNR – IIA (Istituto Inquinamento Atmosferico)

(2) nelcuoredelpaese.it

(3) L’intera ciclopedonale Puccini, ufficialmente da Pontasserchio a Ponte a Moriano, sviluppa circa 24 km.

(4) https://mappadeimontipisani.org

(5) Molti progetti finanziati per lo più su programmi comunitari hanno valorizzato sentieristica e punti di interesse di valore storico e architettonico; uno su tutti Itinera Romanica + https://interreg-maritime.eu/web/itinera-romanica

(6) vita.it/leuropa-bici-incentivata

(7) https://www.consilium.europa.eu/it/policies/clean-and-sustainable-mobility/

Nei numeri del 5 e 12 settembre 2024 è stato trattato il tema consumo di suolo.

Nel numero del 19 settembre 2024 è stato trattato il tema patrimonio naturale.

Nel prossimo numero il capitolo risorsa acqua e rifiuti.

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