(prima parte)
Durante una passeggiata in natura tutti i nostri sensi vengono coinvolti: vista, tatto, olfatto e udito sono risvegliati da ciò che è intorno a noi. Ciononostante, un senso più di tutti gli altri viene quotidianamente iperstimolato, quello della vista, a prescindere dal luogo in cui ci troviamo, che sia esso antropico o naturale. Un luogo, però, non è identificato solamente dagli elementi visivi che lo compongono: anche i suoni lo caratterizzano e lo distinguono da altri ambienti ancora. In questo articolo, che si svolgerà come una rilassata escursione lungo i sentieri del Monte Pisano, utilizzeremo il senso dell’udito, incontrando passo dopo passo un suono che ci farà scoprire il Monte da una prospettiva diversa.
BIOACUSTICA
Negli ultimi anni si sente sempre più parlare di Bioacustica, la scienza che si occupa di indagare la natura dalla prospettiva dei suoni: quelli emessi dagli animali, dall’uomo e più in generale dagli ambienti naturali e non. Il suono è un potente mezzo di comunicazione che consente di mandare segnali a lunga distanza, ad alta propagazione e con un basso dispendio energetico. L’indagine scientifica che si serve della bioacustica ci fornisce dettagli importantissimi che potrebbero andare persi se ci limitassimo al solo uso dell’osservazione visiva. Per esempio, registrando contemporaneamente tutti i canti degli uccelli che udiamo in un bosco, potremmo accorgerci che è presente un canto a noi sconosciuto, scoprendo così una nuova specie. Oppure potremmo studiare a fondo un habitat ascoltando i suoni che lo caratterizzano e lo rendono unico, con grandi risvolti per la divulgazione e la conoscenza naturalistica. La bioacustica si occupa di studiare anche il fenomeno dell’ecolocalizzazione, un sonar biologico che alcuni animali posseggono e che consente di calcolare la distanza esistente tra sè stessi e un oggetto, per esempio una potenziale preda. Gli animali che posseggono questi sonar sono i chirotteri (pipistrelli) e i cetacei odontoceti (tra cui capodogli, orche, delfini e beluga).
I suoni emessi dagli animali prendono il nome di biofonie. Ma anche da entità “non vive”, come acqua e vento ci giungono dei suoni, e questi rientrano nel gruppo delle geofonie. Biofonie e geofonie unite ai rumori emessi dalle attività umane costituiscono quello che viene definito “paesaggio sonoro”.
COS’È UN PAESAGGIO SONORO?
Quando biofonie e geofonie si uniscono nasce il paesaggio sonoro. Si tratta di un diverso tipo di paesaggio, non visuale ma uditivo, costituito da tutti i suoni che caratterizzano un determinato ambiente. L’espressione venne inizialmente coniata con accezioni antropologiche e musicali, mentre adesso include anche componenti strettamente naturali. Una valle del Monte Pisano è un esempio di paesaggio sonoro: il suono dell’acqua del torrente e quello dei venti, uniti al canto degli uccelli e ai versi di tutti gli altri animali, insetti, anfibi, e mammiferi, e non da ultimo il rumore delle attività umane antiche e moderne (antropofonie) formano un mosaico paesaggistico costituito da tanti tasselli. Il paesaggio sonoro è ricchezza e riflesso della biodiversità di un dato luogo.
ACQUA
Uno degli innumerevoli vanti per il Monte Pisano è proprio quello della quantità delle sue sorgenti e la qualità delle acque che da esse sgorgano. Percorriamo lentamente il sentiero n. 119, inerpicandoci lungo la famosa Valle delle Fonti. Già il nome ci fa intuire quale sarà l’indiscussa protagonista: il nostro udito è, già a partire dal borgo di Asciano, stuzzicato dal costante scorrere dell’acqua. Il torrente, che nasce dalla Scarpa d’Orlando, prende il nome di Torrente Zambra, e raccoglie lungo il suo corso le acque di diversi altri impluvi laterali. Il suono prodotto dall’acqua che scorre è profondamente rilassante e rasserenante, agendo sul sistema nervoso, come diversi studi stanno dimostrando. Non c’è da stupirsi che abbia un tale effetto su di noi: l’acqua costituisce all’incirca il 60% del nostro peso corporeo (il valore riportato è riferito a un maschio adulto). Quindi, non solo abbiamo bisogno di introdurre nel nostro corpo la giusta quantità d’acqua, ma abbiamo bisogno anche di ascoltarla!
Al suono dell’acqua si accompagna sempre anche il suono degli esseri viventi che vivono in prossimità di un ambiente acquatico. Pensiamo all’usignolo di fiume, al martin pescatore e a tutti gli altri piccoli uccelli il cui canto può essere udito ai bordi di uno di questi ruscelli. Vicino all’acqua poi possiamo ascoltare, in primavera, i canti d’amore dei maschi di rospo smeraldino, del rospo comune, della raganella italiana e la rana verde.
Anche sott’acqua c’è molto da ascoltare: in questo mezzo il suono si propaga facilmente, molto più della luce. Il maschio di rana appenninica ad esempio canta solo sott’acqua. Inoltre, anche insetti, crostacei e pesci emettono segnali per comunicare. Si stima siano più di 50 le famiglie di pesci ossei contenenti specie in grado di emettere suoni.
L’acqua poi si muove anche sotto la superficie, formando torrenti sotterranei o agendo sulla roccia nelle cavità del Monte Pisano, dando origine ad una innumerevole quantità di grotte. Se abbiamo la fortuna di poterne visitare una, ascolteremo in questi luoghi bui e misteriosi il rumore delle gocce d’acqua, chiamato stillicidio.
VENTO
Quello del vento è un suono estremamente variabile e affascinante: ciò che lo rende così unico è il fatto che in base all’oggetto che attraversa produce un rumore diverso. Il vento è stato da sempre associato al respiro, e dunque al misterioso soffio divino che infonde la vita. Spesso si utilizza il verbo stormire (che, secondo l’Enciclopedia Treccani, significa “muoversi o far muovere producendo un rumore leggero”) per riferirsi al suono prodotto dal vento. Ma non solo: il vento può anche soffiare, sibilare, fischiare… Ma che cos’è esattamente? Si tratta di masse d’aria che si muovono orizzontalmente a causa di una differenza di pressione. Il Sole non scalda l’aria in modo uniforme, in questo modo una massa d’aria calda tenderà a salire e per questo in quell’area la pressione è più bassa, mentre una massa d’aria fredda scende verso il basso e dunque in quell’area la pressione atmosferica sarà più elevata. In vista di un ripristino dell’equilibrio, l’aria si sposterà da un punto ad alta pressione A verso un punto a bassa pressione B, generando venti che possono avere direzioni, velocità e forze diverse. Sul Monte Pisano è facile incantarsi nell’ascolto del rumore del vento tra le fronde degli ulivi e dei pini.
Nel prossimo articolo parleremo di come la fauna influenza il paesaggio sonoro del MontePisano, nel frattempo una piccola sfida, riuscite ad indovinare l’animale che emette questo verso?
FONTI
Bibliografia:
-Pavan, G., Bioacustica e Ecologia acustica. Manuale di Acustica, Capitolo 18, p. 803, anno 2015.
Sitografia:
-https://www.parcoabruzzo.it/fauna.schede.dettaglio.php?id=330



