Il paesaggio sonoro del MontePisano [parte 2]

ANIMALI

La Bioacustica inizialmente era complemento dell’Etologia, nata come studio del comportamento animale tramite la registrazione dei versi da loro emessi. Solo successivamente espanse i propri orizzonti come disciplina facendo rientrare nel proprio campo d’interesse anche i suoni degli ecosistemi nella loro interezza e le relazioni esistenti tra i differenti suoni registrati, questo per raggiungere obiettivi a più ampio spettro come il monitoraggio della biodiversità e la sua conservazione.

Il Regno Animale, di cui facciamo parte, è sicuramente il più grande contenitore di suoni che possiamo studiare e conoscere. Agli animali l’udito infatti non serve solo a recepire i suoni dei propri conspecifici per funzioni di comunicazione, ma assolve una fondamentale funzione di percezione dell’ambiente circostante, ad esempio il poter percepire la vicinanza di un corso d’acqua, o il rumore di un possibile predatore in avvicinamento, o ancora per sentire la presenza di una preda e inseguirla: questioni di sopravvivenza quotidiana. Per questi motivi, la gamma di frequenze udibili da una specie è spesso più ampia della gamma delle frequenze emesse dalla stessa.

Sul Monte Pisano possiamo udire il verso di molti animali, sia diurni che notturni. Uno degli animali più diffusi sul Monte è sicuramente il cinghiale: il suo verso si chiama grugnito. Se lo si incontra lungo un sentiero, nella maggior parte dei casi, in presenza di una buona via di fuga, questi si allontanerà. Ma attenzione: se per caso, in primavera, troviamo uno o più piccoli di cinghiale lungo il cammino, è assolutamente vietato sia toccarlo che prenderlo con sé. La mamma è sicuramente nei paraggi e potrebbe arrabbiarsi!

Se alziamo lo sguardo verso il cielo, invece potrebbe capitarci di scorgere un rapace che come prima impressione potrebbe sembrarci un’aquila: si tratta della poiana, è spesso visibile di giorno mentre è a caccia, sorvolando il terreno e emettendo il suo inconfondibile richiamo.

E le volpi? Che verso fanno? Anche una canzone divenuta famosa nel 2013 (The Fox – What Does The Fox Say?) se lo chiede. E giustamente, perché quasi nessuno conosce il misterioso verso della volpe.

Ve lo facciamo ascoltare:

Durante la primavera-estate i concerti in natura si fanno molto più presenti. È il momento per molte specie di svegliarsi dopo il torpore invernale, pronti per immagazzinare provviste e vivere appieno la stagione riproduttiva. Insetti, anfibi e uccelli in questo periodo danno il meglio di sé come musicanti all’aria aperta.

Pensiamo al frinire estivo delle cicale e allo zillare delle cavallette, i cui esponenti maschi sfregando insieme le ali anteriori attraggono a sè potenziali femmine per l’accoppiamento.

In prossimità di aree umide rospi, rane e raganelle ci dilettano con il loro gracidare primaverile-estivo. Anche il loro è un canto d’amore che vede i maschi come protagonisti, che competono tra di loro e si mettono in mostra per trovare una compagna. Qui vi facciamo sentire il canto del rospo comune:

Anche il paesaggio sonoro notturno è caratterizzato da una intensa attività. Da un lato abbiamo l’ipnotico canto dei rapaci notturni, impegnati nel delimitare il loro territorio. Sul Monte Pisano troviamo allocchi, barbagianni, civette, e più raramente assioli. Il canto notturno dell’allocco è uno dei più riconoscibili:

Ma anche più piccolo grillo, con il suo canto, ci accompagna nell’incanto della notte:

La maggior parte dei mammiferi del Monte è attiva nelle ore più buie. Tra questi, oltre il cinghiale e la volpe che abbiamo già incontrato, citiamo i pipistrelli, dotati di un sonar biologico per l’ecolocalizzazione, il ghiro, la faina, il tasso, il moscardino, l’istrice.

Ecco a voi il verso del ghiro:

ANTROPOFONIE E L’INQUINAMENTO ACUSTICO

Anche l’uomo, con le sue attività quotidiane, produce suoni: indicatori di tradizioni e culture diverse, si possono tradurre nella musica, nel rumore dei macchinari che utilizza per lavorare, nei mezzi di trasporto, e molti altri ancora. C’è però un altro aspetto che riguarda il rumore inteso come suono fastidioso e invasivo. In questo caso parliamo di inquinamento acustico. Le società umane sono diventate, nel tempo, sempre più rumorose. L’avanzamento tecnologico ha portato con sé anche nuovi rumori, che divengono ogni giorno più pervasivi. Pensiamo a quali e quanti rumori siamo costretti ad ascoltare ogni giorno. Automobili, treni, aeroplani, fabbriche, armi da fuoco, chi ne ha più ne metta! I rumori che da noi originano, con la nostra presenza capillare sul territorio, stanno mettendo in seria difficoltà gli altri esseri viventi nel loro comunicare attivamente tramite il suono e nel loro bisogno di interpretare il territorio grazie ad esso.

Per fare un esempio, studi scientifici stanno mettendo in luce come alcune specie d’uccelli nidificanti in aree urbane hanno aumentato la frequenza del loro canto per sovrastare il rumore di fondo cittadino!

Anche il mondo sottomarino ne risente moltissimo: sono diverse le attività umane a provocare alterazioni della “tranquillità” acustica subacquea, dal traffico navale alle esplorazioni petrolifere. Tutti questi macchinari infatti emettono suoni (dall’infrasuono all’ultrasuono) che disturbano pesantemente la comunicazione dei cetacei, basata su emissioni vocali a bassa frequenza.

Anche la nostra salute è colpita dall’inquinamento acustico: sono sempre di più le ricerche che stanno mettendo in luce come sia deleterio per la qualità della nostra vita. Linquinamento acustico viene classificato come seconda causa ambientale di problemi psico-fisici dell’uomo dopo l’inquinamento da smog: un dato importante che dovrebbe farci riflettere su quali e quanti rumori raggiungono le nostre orecchie ogni giorno. Per tale motivo è importante che le aree verdi urbane vengano tutelate e ampliate, piuttosto che ridotte, in quanto fondamentali “tamponi” alla propagazione dei rumori cittadini.

Dopo questa breve rassegna dei suoni che si possono udire sul Monte Pisano, vi invitiamo durante la prossima escursione a prestare attenzione non solo a ciò che vedete, ma anche a ciò che udite.

Buon ascolto!

I versi della poiana, della volpe e del ghiro sono stati gentilmente concessi da Fotografianaturalistica.org (http://www.fotografianaturalistica.org/natura/bioacustica/versi_animali_suoni_della_natura.htm#Uccelli_acquatici_)

Il canto del rospo comunque è stato scaricato dal sito La collina degli Anfibi (https://lacollinadeglianfibi.org/i-magnifici-sette-3/rospo-comune/)

FONTI

Bibliografia:

-Pavan, G., Bioacustica e Ecologia acustica. Manuale di Acustica, Capitolo 18, p. 803, anno 2015.

Sitografia:

-https://www.parcoabruzzo.it/fauna.schede.dettaglio.php?id=330

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