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Monte Pisano / Consigli  / Trekking sul borgo più alto del Monte Pisano: Ruota
14 Feb

Trekking sul borgo più alto del Monte Pisano: Ruota

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È da un po’ di tempo che meditavo di andare a Ruota, il borgo più alto del Monte Pisano, situato sul versante Lucchese a 360 m slm.

Cartina del Monte Pisano alla mano (carta turistica in scala 1:35.000, dove è riportata per intero la rete sentieristica RET del Monte), arrivo a Ruota (comune di Capannori) il sabato verso le 9 del mattino, la giornata è fredda ma il sole splendido.

Il borgo solo apparentemente dorme ancora: i camini fumanti sui tetti indicano attività all’interno delle case.

L’architettura del paese è semplice, quasi povera, ma armoniosa, calda e invitante.

Parcheggio l’auto appena fuori dal borgo, vicino alla chiesa di San Bartolomeo, con il campanile a forma di torre: da lì parte in sentiero 134 che ho deciso di seguire.

Il sentiero 134 sul Monte Pisano

Il sentiero in realtà è una pista forestale, che sale dolcemente e nella sua prima parte costeggia poderi coltivati a olivo; dopo solo una decina di minuti di cammino sono al monumento dei caduti, svolto a sinistra quasi a 360° e inizio ad entrare nel bosco per lo più di pino nero e pino marittimo.

La pista sale leggermente, segue un crinale che ripassa in quota sopra al paese di Ruota; trovo un primo bivio ben segnalato e continuo dritto sulla pista che comincia a salire con una pendenza un po’ più sostenuta.

La pista continua alternando tratti pianeggianti ad altri in leggera salita.

Alcuni cespugli di ginestra sono già in fiore mentre si aprono bellissimi panorami sulla pianura lucchese; si distingue benissimo il lago della Gherardesca e l’altro borgo del compitese arroccato sul Monte, Castelvecchio, ormai ben al di sotto rispetto a dove mi trovo ora.

Proseguo sulla pista che sale dolcemente senza molta fatica; nel bosco le resinose lasciano spazio a qualche castagno e alle roverelle; il silenzio è totale, mi fermo e un po’ di brezza fa frusciare le foglie secche delle roverelle, le ultime a staccarsi dagli alberi prima del ricaccio della nuova vegetazione primaverile.

Un altro bivio, questa volta non segnalato; il sentiero 134 piega sulla sinistra, ma io continuo dritto perché voglio raggiungere il Rio di Sassabodda, di cui ho sentito parlare.

E d’altra parte i ruscelli nei boschi esercitano sempre su di me grande fascino.

Verso Fonte Cavallaia

Passati due contrafforti, totalmente circondato da boschi, sento l’inconfondibile rumore d’acqua che scorre; sono vicino alla mia prima meta. Qualche minuto e sono arrivato al Rio, l’acqua sgorga indisturbata un po’ dovunque.

La pista finisce in un piccolo guado, che oltrepasso.

Al di là il sentiero diventa una traccia; più di una volta mi fermo a scrutare il terreno per non perdere la via che, passando a fianco di un vecchio metato, sale costeggiando il Rio sulla sinistra idrografica.

Scopro poco dopo, grazie ad un segnale, che sono sulla Via del Tromba; in un quarto d’ora circa sono a Fonte Cavallaia.

Ripasso sulla destra idrografica del Rio, me lo lascio alle spalle, il sentiero è di nuovo molto ben segnato e in pochi minuti mi ricongiungo con il 134 che avevo abbandonato in precedenza.

Sono sul crinale del Monte, la vista su entrambi i versanti, Pisano e Lucchese, è spettacolare.

Il più è fatto! Con calma riprendo in discesa il 134 in direzione Ruota, che raggiungo in una mezz’oretta.

Ho fatto uno degli anelli di Ruota, percorribili senza fatica in meno di tre ore; ne sono presenti altri, che mi riprometto di fare al più presto.

Prima di rientrare mi fermo ancora un po’ in paese, fino in fondo alla piccola piazza dove ci sono gli unici due esercizi pubblici: un alimentari aperto anche la domenica mattina fino alle 12,30 e il circolo ACLI, l’Ultimo Bar, dove prendo un bicchiere di vino.

Ha un orario di apertura decisamente umano: dalle 7 alle 10 di mattino; dalle 13 alle 15 e la sera dalle 21 fino che non se ne vanno tutti a dormire.

Per informazioni e prenotazioni:
Montepisano DMC
+39 050 7846847
+39 366 6949330
info@montepisano.travel

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