Nei pressi dello Spuntone di Santallago, sopra il comune di Calci, vi è un complesso boschivo chiamato “Viaggiola”, il più alto dei Monti Pisani. Qui possiamo trovare un interessante pannello esplicativo che parla del fenomeno dell’aerosol marino. Vediamo di cosa si tratta.

Il lato pisano del Monte è particolarmente influenzato dalla vicinanza del mare. Il versante occidentale del Monte è toccato dalla brezza di mare, oltre che venti come lo Scirocco, il Libeccio e il Maestrale, portando con sè anche gli effluvi dell’acqua di mare. Quello dell’aerosol marino è un fenomeno secondo cui microparticelle di differente natura e stato fisico entrano a far parte dell’atmosfera. Proprio come il “nostro” aerosol contiene sostanze che poi noi inaliamo, quello marino è frutto della sospensione in atmosfera di particelle prima presenti nel mare come acqua, sale e materiale organico che poi possono essere trasportati grazie ai venti e alle brezze anche a diversi km di distanza dalla costa.
È proprio questa la famosa ”aria di mare” che ci porta a fare lunghe e corroboranti passeggiate lungo la riva.
Nel pisano, l’ingente quantità di acqua che evapora dal mare incontra presto due ostacoli: Monte Pisano e Alpi Apuane, barriere fisiche che trattenendo l’umidità sono la causa delle intense precipitazioni caratteristiche dell’area.

Dal secolo scorso alla composizione dell’aerosol si sono aggiunte altre particelle: i tensioattivi di origine antropica. Queste sono molecole in grado di abbassare la tensione superficiale dell’acqua, e sono alla base del funzionamento di prodotti che tutti utilizziamo: detergenti per il corpo, detersivi, cosmetici, farmaci, ecc. Oltre all’impiego domestico, sono molto utilizzati anche in ambito industriale. Essi sono in grado di catturare e sciogliere le molecole di grasso (che costituiscono lo “sporco”) portandole via con sé al momento del risciacquo. Alla base del loro funzionamento vi è il fatto che i tensioattivi sono formati da una testa idrofila, a contatto con l’acqua, e una coda idrofoba che invece è adibita a catturare la sporcizia. A causa degli scarichi delle acque reflue, però, sono entrati a fare parte del ciclo dell’acqua partendo dall’industria (o dalle nostre case), passando per corsi d’acqua e arrivando infine al mare. Purtroppo per l’ambiente e di conseguenza per la nostra salute rappresentano un serio e grave pericolo. Queste sostanze non costituiscono una minaccia solo per gli ecosistemi acquatici, ma arrivano a danneggiare anche il Regno Vegetale. Vediamo in che modo.

La vegetazione costiera e più in generale la mediterranea, come quella presente sul Monte Pisano, ha avuto milioni di anni per adattarsi alla deposizione del sale, portato dal vento, sulle proprie foglie. Ciò che invece non riesce a fronteggiare sono i tensioattivi. Questi si incollano sulla foglia grazie alla presenza della pellicola salina, lacerano le membrane cellulari e aprono così al sale stesso un varco attraverso il lembo fogliare, che può così penetrare i tessuti e inficiare le normali funzioni, come la resistenza alla siccità e alle malattie. Le piante sempreverdi sono purtroppo le più esposte a questo danno: ne costituiscono un esempio il leccio (Quercus ilex L.) e il pino marittimo (Pinus pinaster Aiton), importante rappresentante della vegetazione del Monte Pisano.
Cosa possiamo fare noi per contrastare il degrado della vegetazione mediterranea, e più in generale, di tutto l’ambiente?
L’amore per un territorio passa attraverso anche determinate scelte, a volte in contrasto con quelli che possono essere i nostri interessi personali. E’ necessario diminuire drasticamente l’utilizzo di prodotti per la pulizia a base di tensioattivi non biodegradabili, ove possibile. Oggi si parla tanto di ecosostenibilità. Un passo concreto e di grande rilevanza in questo senso è la cura e l’attenzione che poniamo nella scelta dei prodotti che fanno parte del nostro quotidiano. Oggi troviamo, sul web e non solo, tantissime idee e spunti per la creazione in casa o l’acquisto di versioni ecologiche di dentifrici, shampoo, detersivi, ecc. Ogni nostra azione, goccia di un oceano più grande, può veramente fare la differenza.
Fonti
https://foresta.sisef.org/contents/?id=efor0252-0020092&lang=it



