Latest Posts
Top
Monte Pisano / Il Territorio  / Dalla Poiana al Falco di palude: i volatili del Monte Pisano
25 Lug

Dalla Poiana al Falco di palude: i volatili del Monte Pisano

Share the post!

Sulla Lungomonte il traffico è quello lento delle ore calde di un pomeriggio primaverile e permette di tenere sotto controllo i campi coltivati che si alternano al fianco la strada.

All’altezza del piccolo cimitero sotto Asciano fermo la macchina davanti ai cipressi e mi volto verso i tralicci al di là della statale: è di nuovo lì, ferma, proprio come la mattina ed il giorno prima ancora.

Questa poiana ha deciso che per adesso il suo posatoio ideale sarà quel palo della luce. Anche nelle ore più calde se ne sta lì appollaiata a scrutare i campi dove l’erba adesso cede il passo alla doratura estiva. La vista eccezionale le permette di controllare tutto ciò che si muove lì sotto, senza bisogno di spostarsi o perlustrare: di tanto in tanto un piccolo volo spezza la routine, ma la postazione ideale rimane sempre la stessa.

Preparo l’attrezzatura, esco ed attraverso la strada quasi deserta. Arrivato al cancello rugginoso che apre sui campi è ancora lì, immobile. La distanza è troppa per una buona foto: provo ad avanzare ancora controllando i movimenti. Niente da fare, un passo varcata la soglia dell’area erbosa ed il rapace apre le ali e spicca il volo. Andata.

Ottavo tentativo ed il risultato non cambia: solo in mezzo all’erba alta, al bordo di una statale nelle ore più calde, attiro la curiosità degli automobilisti di passaggio.

Devo confessare che nella mia esperienza di appassionato di natura non avevo mai preso in molta considerazione il mondo dei volatili, né tantomeno quello dei rapaci. Anzi, la mia prospettiva nei loro confronti era sempre stata fin troppo banale: i rapaci erano rapaci e, visti da sotto, quasi tutti uguali. Come se l’appellativo generico di “falco” potesse coprire tutte le specie.

Una storia iniziata (più o meno) per caso…

Fortunatamente la primavera appena trascorsa, caratterizzata da una serie di molteplici incontri inaspettati con rapaci nostrani, ha radicalmente portato a rivedere la mia attenzione verso questi cacciatori dell’aria e, come ogni bella storia, tutto è iniziato più o meno per caso.

Una mattina presto ero appostato in un campo ai piedi dei monti pisani, nei pochi chilometri che separano Calci da Asciano, immerso nel blu dei fiori di lino che, aprendosi con la luce del mattino, rendono fiabesca l’area attorno ai Condotti in quel periodo dell’anno. Mentre alcuni fagiani maschi si indaffaravano nella ricerca di cibo un’ombra attraversò il mio campo visivo: una poiana volteggiava sopra la mia testa a pochi metri dall’erba.

Per la prima volta avevo l’opportunità di vedere bene il volo di un rapace in perlustrazione da una distanza così ravvicinata. Probabilmente è stato in quei venti minuti di intima osservazione che ho davvero subito il fascino di questi volatili.

Da allora ho semplicemente iniziato a guardarmi meglio attorno, scoprendo che nell’area circostante la convivenza tra i nostri ambienti ed i rapaci è molto più stretta di quanto si sarebbe portati a credere.

I volatili del Monte Pisano

Ad esempio il falco di palude, sullo sfondo delle cime meridionale delle Alpi Apuane in lontananza, sorvola le rive del lago di Massaciuccoli in attesa di lanciarsi in picchiata sulle sue prede ad artigli sguainati. Momenti di caccia spietata si manifestano tra lo svolazzare dei cormorani, riportando l’osservatore ad attimi di predazione ancestrale.

Oppure nelle zone umide di San Rossore, molte specie come falco pescatore, albanella, biancone e qualche aquila ritrovano invece un habitat ideale, ricco e sicuro, quando ad una manciata di chilometri migliaia di turisti si accalcano sotto la Torre. Dove finalmente regna il silenzio, tra pinete secolari e radure attraversate da daini, il ritmo del vento è interrotto dai versi di questi predatori alati, le cui sagome si dissolvono in un batter d’occhio nel bianco delle nuvole.

In questa stagione appena trascorsa, per altro nel centenario di una ricorrenza particolarmente significativa (il Migratory Bird Act, volto a tutelare tutti i migratori ed i vari volatili in genere, compie nel 2018 cento anni) ho avuto decine di incontri con molti esemplari, sempre in situazioni diverse, talvolta attese con tanta pazienza, altre volte del tutto inaspettate. Qualunque fosse la premeditazione di questi incontri non posso che ammettere che la frequenza del “dietro la porta di casa” non ha fatto altro che aumentare l’interesse verso le loro abitudini e la reciproca conoscenza.

L’abbondanza di questi rapaci nelle nostre zone più vicine, ai confini della città, deve necessariamente essere interpretata quale grande risorsa in una prospettiva molto più ampia: la loro resistenza e riproduzione è segnale diretto di una biodiversità sana ed ambienti naturali in grado di garantire a molti esemplari la necessaria protezione.

Un patrimonio verde e pulsante a due passi da casa

In un territorio così ristretto come quello della provincia pisana, dove punti chiave come il Serra, Massaciuccoli, Santa Luce e San Rossore sono a tutti gli effetti confinanti con l’attività quotidiana dell’uomo, la presenza massiccia di questi animali dovrebbe far riflettere sull’esistenza di ricchezze altre rispetto a quelle monumentali, ad un patrimonio verde e pulsante troppo spesso lasciato all’ombra di un turismo classico.

Che siano le aree aperte della Lungomonte o i boschi della dorsale dei monti pisani, una maggiore consapevolezza porta in quest’area ad incontri speciali con rapaci che, ormai adattati alla convivenza con l’uomo, si mostrano nel fascino dei loro voli immobili a dominio delle correnti.

Le sagome apparentemente enormi oscurano per un instante il sole, maestose e selvagge.
Il più delle volte sufficiente è alzare semplicemente lo sguardo.

Share the post!
Francesco Paci

Appassionato di natura ed in particolar modo di montagna. Tento di unire la mia propensione alla vita all'aria aperta e fra i boschi con l'amore per la fotografia naturalistica, concentrandomi soprattutto sui temi della salvaguardia della biodiversità e della fauna che nelle mostra aree verdi merita di essere tutelata. Sto portando avanti un progetto fotografico a lungo termine.