Immaginate di essere dal vostro medico di fiducia e che alla fine della visita lui o lei vi prescrivesse come cura preventiva un bel “bagno di foresta”. Pensereste di aver sentito male, vero? In verità, se vi trovaste in Giappone, non sarebbe affatto strano.

Nel paese del Sol Levante il bagno di foresta si chiama “Shinrin-yoku” ed è proprio lì che è nato questo nuovo approccio medico, in risposta alla crescente quantità di patologie indotte dallo stress e dallo stile di vita malsano che le società contemporanee propongono. In realtà gli esseri umani da sempre intrecciano una stretta relazione con le foreste in quanto fonti di riparo e risorse e al contempo luoghi sacri dove il confine tra visibile e invisibile è più sottile.
Le foreste non sono solo fatte di alberi, sono veri e propri ecosistemi al cui equilibrio partecipano tutti gli organismi che ne fanno parte. Funghi, animali, vegetali, batteri, dal sottosuolo alla chioma più alta: incessanti e invisibili scambi di materia ed energia, strette relazioni tra viventi che rendono boschi e foreste luoghi percettibilmente vivi.
Questo organismo multiplo che è la foresta può aiutarci a stare meglio e prenderci cura della nostra salute? Sì, in particolar modo contro disagi fisici e mentali, spesso indotti dallo stress e non facilmente comunicabili. Ed oggi di stress in giro ce n’è, purtroppo, tanto.
Negli anni ‘80 in Giappone l’Agenzia Forestale introdusse per la prima volta la pratica del bagno di foresta con il fine di gestire il grande problema dello stress dei lavoratori giapponesi. Ma è tra il 2004 e il 2006 in poi che hanno iniziato a essere condotti studi alla ricerca di evidenze scientifiche e i risultati son stati così positivi che hanno portato alla nascita di un nuovo ramo in ambito medico, quello della Forest Medicine, o “Medicina Forestale”.

Il bagno di foresta quindi viene seriamente preso in considerazione all’interno della pratica medica giapponese, e da lì si è espanso fino a noi. Questo strumento preventivo è sempre esistito, è sempre stato lì, eppure ci suona “strano” o “alternativo” come conseguenza dell’artificializzazione e meccanicizzazione estrema delle nostre vite. Se in passato la maggior parte del tempo lo passavamo all’aperto, ora possiamo dire di trovarci, come società, nella situazione contraria. Inoltre, siamo così abituati al fatto che tutto esca da un laboratorio che può sembrare quasi buffo pensare a un beneficio così semplice, naturale e gratuito.
Ma la natura è sempre stata, è e sempre sarà. E sicuramente non smetterà mai di sorprendere.
La risposta alla domanda “può il contatto con la natura aiutarci nel ridurre stati come ansia e depressione se non costituire una forma di medicina preventiva nei confronti di malattie anche gravi, come il cancro, il diabete e l’ipertensione?” quindi è: assolutamente sì!
Come si fa?

Ma cosa è necessario fare, in pratica? Non occorrono conoscenze nè capacità particolari per svolgere questa attività: ognuno di noi lo può fare, anche in autonomia. Scegliamo il bosco che più ci ispira. Quel boschetto vicino casa, oppure quello dove siamo stati a camminare una volta e che ci è rimasto particolarmente impresso. Deve essere un posto dove sappiamo che possiamo abbandonarci a ciò che ci circonda, deve farci sentire a casa, al sicuro. Basatevi sulle vostre sensazioni per capirlo. Può anche essere un luogo dove non siete mai stati prima: l’importante è varcare la soglia tra il cemento, i palazzi, lo smog, il caos e la terra, gli alberi, prati e radure, corsi d’acqua e gli aromi che la natura sprigiona. Se possibile, lasciate a casa o in macchina anche il cellulare. Se lo volete con voi, spegnetelo. Comportatevi normalmente, camminate lentamente, oppure state fermi, e cercate di concentrarvi su ciò che arriva a bussare alla porta dei vostri sensi: i suoni della natura, gli odori e i profumi, i colori che giungono alla vista, il contatto fisico con il muschio, la scorza degli alberi, l’acqua, il gusto dei frutti degli alberi. Cercate di rallentare il flusso dei pensieri e immergetevi in questa dimensione.
Benefici
Ecco qui di seguito alcuni dei benefici derivanti da questa attività. Lo studio che riporta tali informazioni è citato a fine articolo.
–Aumento del numero delle cellule natural killer (anche conosciute come linfociti NK). Si tratta di importanti cellule del sistema immunitario che hanno la capacità di riconoscere e distruggere cellule dannose come quelle tumorali o contenenti virus
–Riduzione della pressione sanguigna e del battito cardiaco, suggerendo funzioni preventive nei confronti dell’ipertensione e dei disturbi cardiaci
–Riduzione degli ormoni dello stress come adrenalina, noradrenalina e cortisolo
–Miglioramento della qualità del sonno
–Regolarizzazione del sistema nervoso, stimolando la funzionalità del sistema nervoso parisimpatico provocando effetti calmanti
–Riduzione di ansia, stress, depressione, rabbia, confusione
–Prevenzione nei confronti del Covid-19 in quanto stare in natura promuove il buon funzionamento e la fortificazione del sistema immunitario.
Anche i parchi urbani hanno effetti simili sugli esseri umani.
È possibile che sia il movimento in sé, per esempio una passeggiata svolta in una qualunque città, a causare tutti questi effetti positivi al corpo umano? Sicuramente muoversi fa sempre bene, ma, sempre nell’ambito dello studio citato, l’aumento delle cellule natural killer nel sangue non è stato osservato in coloro che hanno svolto passeggiate “cittadine”.

Il nostro invito è quello di praticare bagni di foresta più volte possibile, per spendere qualche ora in modo piacevole prendendosi al contempo cura di sé stessi: nel territorio pisano sono veramente tanti i luoghi che si possono scegliere. In primis il Monte Pisano, che con i suoi boschi offre la possibilità di svolgere splendide e immersive passeggiate. Il Parco di San Rossore è un altro luogo facilmente raggiungibile, anche in bicicletta, dove possono esser fatti ottimi “bagni”. I boschi delle Alpi Apuane, le colline di Chianni, qualunque luogo appartato dove siano presenti alberi…Non resta che scegliere, e provare!
Ricordatevi sempre di rispettare il bosco: dove c’è un ricevere, c’è sempre anche un dare. Niente rumori molesti e niente spazzatura per terra!
Fonti
Sitografia: https://www.bagnidiforesta.it/
Bibliografia:
Qing Li, Effects of forest environment (Shinrin-yoku/Forest bathing) on health promotion and disease prevention. The establishment of Forest Medicine, Environmental Health and Preventive Medicine, 27:43, 2022, https://doi.org/10.1265/ehpm.22-00160.



