Questo autunno vogliamo ancora portarvi alla scoperta della fauna del Monte Pisano: dopo aver parlato di lupi, cinghiali ed istrici, continueremo a concentrarci sui mammiferi conoscendo man mano alcune delle specie più rappresentative e carismatiche che abitano questi boschi.
Nell’articolo di oggi parleremo della volpe rossa (Vulpes vulpes L. 1758), uno degli animali più conosciuti e amati al mondo.
È presente in Europa, in Asia, in Nord Africa e in Nord America.
Questo affascinante mammifero appartenente alla famiglia dei Canidi non solo è largamente diffuso da un punto di vista di distribuzione geografica, ma è presente anche a livello simbolico in molte culture del mondo. Conosciamolo meglio!
DOVE ABITA?
La volpe rossa è legata in particolar modo agli ambienti boschivi, dal livello del mare fino agli orizzonti subalpini, ma la sua adattabilità l’ha portata a trovare rifugio anche in altri habitat. Può sopravvivere anche in zone più aperte come gli agroecosistemi e perfino nelle aree urbane e periurbane.
COSA MANGIA?
La volpe rossa è principalmente un animale carnivoro, e infatti appartiene all’ordine Carnivora. Piccoli mammiferi e uccelli costituiscono una parte preponderante della sua dieta, ma in mancanza di queste fonti di proteine la volpe può ampliare la sua dieta da carnivora a onnivora con invertebrati, uova e frutta. Possiamo quindi definire la volpe rossa una specie generalista: non è schizzinosa e mangia un po’ di tutto.
QUANDO NASCONO I CUCCIOLI?
Il periodo riproduttivo cade durante la stagione invernale. Dopo una gestazione di circa due mesi, la mamma partorisce (tra Marzo e Aprile) da 1 a 4 cuccioli che rimangono nella tana almeno fino al primo mese di vita. Successivamente, cominceranno ad esplorare il mondo esterno.
È DAVVERO UNA MINACCIA?
La volpe rossa è un animale solitario, crepuscolare-notturno, famoso per la sua intelligenza e adattabilità.
Nel corso dei secoli si è radicata una visione popolare negativa di questo canide, che, contaminando anche la comunità scientifica, ha portato all’attuale denominazione di specie invasiva. In realtà, è l’impatto antropico ad aver profondamente cambiato l’uso dello spazio da parte della fauna selvatica, e alcune specie particolarmente adattative e opportuniste, come appunto la volpe rossa, hanno saputo sfruttare queste trasformazioni inaspettate a loro vantaggio.
Da un punto di vista ecologico, cioè di relazioni con l’ambiente circostante, la volpe rossa è un mesopredatore, e ricopre un ruolo prezioso in quanto regolatrice delle popolazioni di mammiferi di piccole e medie dimensioni, oltre che grande aiuto nella dispersione dei semi contenuti nei frutti di cui si ciba.
La predazione, da parte della volpe, su animali domestici avviene in quelle realtà dove adeguate misure preventive non sono ancora state adottate.
Il controllo numerico della volpe mediante la caccia si è dimostrato inutile, come per altre specie, a causa di tecniche compensatorie riproduttive. Ovvero, più una specie viene cacciata, più questa si riproduce.
Curiosità: dalla volpe di Esopo alla Kitsune, spirito-volpe giapponese, dalla volpe argentata dei Nativi Americani alla volpe gigante finlandese che dà origine all’aurora boreale: la volpe come simbolo è davvero presente in tutte le culture del mondo.
Nella mitologia giapponese, per esempio, la volpe è un animale magico, chiamato Kitsune, in grado di trasformarsi in essere umano (spesso assumendo le sembianze di una bellissima donna) e ingannare le persone sulla sua reale identità. Questa creatura ha diversi poteri e può vivere migliaia di anni: più è longeva, più ha acquisito saggezza. Lo stadio finale di questa evoluzione è la Volpe a Nove Code, figura presente anche negli antichi racconti cinesi e coreani. Se però in queste due culture lo spirito-volpe sembra avere una valenza per lo più negativa, dovuta alla sua natura di mutaforma e alla sua capacità di portare alla follia, in Giappone la Kitsune è associata anche ad elementi propizi, come l’abbondanza e la fertilità.
Sapresti riconoscere il verso della volpe? Eccolo qui:
FONTI
Bibliografia:
-Alexandre M. et al., Humans do matter: determinance of red fox (Vulpes vulpes L.) presence in a western mediterranean landscape, Mammal Research, 2020.
-Cerere J. et al., The role of the red fox as a predator of species of human concern in a mediterranean rural habitat: a case study, Russian Journal of Ecology, 2014.
-Hradsky B. et al., Human-modified habitats facilitate forest-dwelling populations of an invasive predator, Vulpes vulpes, Scientific Reports, 2017.
-Main M. et al., Human impact overrides bioclimatic drivers of red fox home range size globally, Blackwell Publishing Ltd, 2020.
-Chevalier&Gheerbrant, Dizionario dei Simboli, Rizzoli, 1999.
Sitografia:



